Pulire e lubrificare la macchina da scrivere: manutenzione e conservazione professionale di macchine da scrivere vintage meccaniche
Una macchina da scrivere meccanica degli anni ‘50 e ‘60 è uno strumento di precisione composto da diverse migliaia di singoli pezzi, che funziona senza corrente elettrica e tuttavia lavora con una notevole affidabilità, purché venga curata correttamente. Tra martelletti, segmento, barra universale e slitta si crea un delicato equilibrio che viene sensibilmente disturbato da polvere, vecchio olio resinoso e parti in gomma essiccate. Chi acquista una Olivetti Lettera 22, una Olympia SM4 o una Hermes 3000 non si assume quindi solo un oggetto di design, ma anche la responsabilità della sua integrità meccanica.
La risposta breve alla domanda frequentemente posta è: una macchina da scrivere va principalmente pulita, non oliata. L’olio appartiene a pochissimi punti chiaramente definiti, mentre la maggior parte della meccanica deve funzionare a secco. I vecchi manuali di Olympia, Adler e Triumph indicano espressamente che il segmento, in cui sono alloggiati i martelletti, non deve in nessun caso essere oliato. Chi rispetta questa regola fondamentale pone le basi per una manutenzione che preserva il valore e la funzionalità del pezzo per decenni.
Materiali caratteristici e loro cura
Le macchine da scrivere del Mid-Century uniscono scocche in alluminio pressofuso, acciaio cromato, bachelite o plastica primordiale e gomma in un’unità tecnicamente impegnativa dal punto di vista dei materiali. La scocca di una Olivetti Lettera 22, progettata da Marcello Nizzoli, è composta da alluminio pressofuso verniciato che reagisce in modo sensibile ai solventi aggressivi. Per la pulizia del corpo è sufficiente un panno morbido leggermente inumidito e, in caso di residui ostinati, una soluzione detergente delicata. Acetone, diluente nitro o sgrassatore freni sono inadatti e attaccano la verniciatura originale.
La meccanica vera e propria viene liberata da polvere e fibre di carta a secco con aria compressa e un pennello morbido. Per le parti resinose si è dimostrato efficace il benzina pura o l’isopropanolo, che evapora senza residui. L’olio viene utilizzato esclusivamente nei punti di supporto della slitta, sull’asse della slitta e sul pignone in quantità minima. Un leggero olio per orologiai o olio per macchine da cucire è sufficiente, applicato con un ago, non con l’oliatore. Il rullo e i rulli premicarta in gomma si induriscono con il tempo; la glicerina o prodotti speciali per la cura della gomma possono mantenere la superficie morbida a breve termine, ma non sostituiscono una nuova rivestimento, che per i rulli molto induriti dovrebbe essere eseguita da un professionista.
Scuole regionali e designer
La macchina da scrivere europea del dopoguerra è un capitolo della storia del design che si articola chiaramente in base alla provenienza. L’Italia è rappresentata da Olivetti di Ivrea per il connubio coerente tra design industriale e ingegneria. Marcello Nizzoli fu responsabile della Lexikon 80 (1948) e della portatile Lettera 22 (1950), Ettore Sottsass in seguito della Valentine (1969), insieme a Perry A. King. La Lettera 32 (1963) proseguì il linguaggio formale di Nizzoli in una versione da viaggio più robusta.
La scuola tedesca di Wilhelmshaven produsse con la serie Olympia SM, in particolare la SM3, SM4 e SM9, macchine portatili di grande precisione meccanica, la cui guida del segmento e uniformità di battuta sono ancora oggi considerate un riferimento. Adler a Francoforte e Triumph a Norimberga completarono il quadro con modelli come la Adler Tippa e la Triumph Perfekt. Dalla Svizzera arrivò con Paillard-Bolex la famiglia Hermes, la cui Hermes 3000 nella sua versione verde mare è un’icona visiva dell’era Mid-Century. Negli USA, Smith Corona e la IBM Selectric con la sua testina sferica, progettata sotto la direzione di Eliot Noyes dal 1961, dettarono accenti propri. Chi conosce le firme regionali legge immediatamente la provenienza dal telaio, dalla tastiera e dal colore.
Autenticità e condizione per i collezionisti
Per i collezionisti, tre criteri determinano il valore di un pezzo: stato originale, completezza e funzionalità. Il numero di serie, solitamente impresso sul fondo o sotto la slitta, consente una datazione precisa in combinazione con gli elenchi dei produttori pubblicati. Per Olivetti, Olympia e Hermes questi elenchi sono documentati e pubblicamente accessibili. Presta attenzione alla colorazione originale, poiché le riverniciature riducono notevolmente il valore collezionistico, anche se eseguite artigianalmente in modo impeccabile. Altrettanto rilevanti sono i tasti originali con carta di intestazione non sbiadita sotto la calotta trasparente, il ruota dei tipi originale o il set completo di martelletti e la custodia o il coperchio abbinato.
Dal punto di vista funzionale, verifica la battuta di ogni singolo tipo, il ritorno dei martelletti senza incollaggio, la corsa della slitta su tutta la larghezza, l’interlinea, il fermo margine e il cambio in maiuscole. Una leggera resistenza dopo decenni di fermo è normale e di solito eliminabile con la pulizia; una battuta sorda e opaca indica invece tamponi in gomma indurita nel segmento, la cui sostituzione dovrebbe essere eseguita da un professionista. I nastri sono pezzi di ricambio soggetti a usura e ancora disponibili come nuovi per la maggior parte dei modelli, il loro stato non dice quindi nulla sulla macchina stessa. Uno stato di manutenzione documentato in modo trasparente con data, lavori eseguiti e materiali utilizzati aumenta la tracciabilità ed è la norma, non l’eccezione, per i pezzi di pregio.
Su mid-centurydesigns.com esaminiamo ogni macchina da scrivere prima dell’inserimento nella curatela per originalità, completezza e funzionalità meccanica. I numeri di serie vengono verificati, le datazioni documentate, le condizioni fotograficamente e per iscritto. Dove una pulizia professionale era opportuna, indichiamo i lavori eseguiti. Ricevi così un pezzo che mostra la sua provenienza quanto la sua idoneità all’uso, e puoi concentrarti nella cura personale su ciò che è essenziale.